La scuola dell’infanzia Maria Bambina ha inaugurato la terza edizione del progetto “Educhiamoci a educare – Per crescere un bambino serve un villaggio”. Il ciclo di incontri dedicato a genitori, nonni ed educatori per riflettere insieme sul compito educativo quest’anno ha il titolo “La meraviglia del gioco di squadra” e ha il patrocinio del Comune di Cesano Boscone.
Il primo appuntamento ha visto come ospite Mariolina Ceriotti Migliarese, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, che ha guidato i presenti in una riflessione concreta e appassionata sull’educazione oggi.
L’incontro è partito da una constatazione molto diffusa tra gli adulti: il timore di sbagliare nell’educazione dei figli, che spesso porta a due tentazioni opposte — proteggere troppo oppure delegare. Per questo, è emerso con forza il bisogno di un’alleanza educativa tra scuola e famiglia, capace di accompagnare i bambini nel loro cammino verso la vita adulta.
Non esiste una ricetta uguale per tutti
Rispondendo ad alcune domande raccolte in un questionario tra i genitori, la dottoressa Ceriotti Migliarese ha ricordato che non esiste una ricetta educativa valida per tutti i bambini, perché ogni bambino è unico. Educare non è prima di tutto applicare una teoria: è vivere una relazione. Tutto ciò che facciamo, nel quotidiano, ha un valore educativo. I bambini hanno bisogno certamente di cura e attenzione, ma anche di un pensiero educativo che cresca con loro, capace di riconoscere che ogni età ha bisogni e passaggi diversi.
L’importanza dell’alleanza tra gli adulti
Un altro tema centrale è stato quello dell’unità di intenti tra gli adulti che accompagnano i bambini: genitori, nonni, insegnanti. La domanda fondamentale — ha suggerito la relatrice — potrebbe essere questa: Se incontrassi mio figlio tra vent’anni, che tipo di uomo o di donna vorrei incontrare? Questa prospettiva aiuta a capire che educare non riguarda solo le regole immediate, ma la persona che stiamo contribuendo a far crescere. Anche il ruolo dei nonni è prezioso, purché sia chiaro che il compito educativo principale spetta ai genitori. I bambini, infatti, riconoscono con grande chiarezza chi sono i loro riferimenti principali.
Imparare anche dalla frustrazione
Un passaggio molto attuale ha riguardato la gestione della frustrazione. Oggi molti bambini fanno più fatica ad accettare i no. Ma dire di no, quando serve, è parte dell’educazione. Esiste persino una fase della crescita che viene chiamata “l’età dei no”: conoscere queste tappe aiuta genitori ed educatori a vivere con più serenità ciò che accade.
Il valore del tempo insieme
Tra i messaggi più semplici e profondi dell’incontro: esserci davvero per i bambini. Le tante distrazioni della vita quotidiana — messaggi, email, telefoni — rischiano di sottrarci presenza. I bambini invece hanno bisogno di sentirsi visti. Non conta solo la quantità di tempo, ma soprattutto la qualità. Questo non significa essere sempre a disposizione. Anche momenti molto semplici hanno valore educativo: un bambino che gioca mentre la mamma stira nella stessa stanza, e ogni tanto si ferma, lo guarda e poi riprende. In quello sguardo c’è già relazione.
Rivedi l’incontro sul nostro canale YouTube
Per chi non ha potuto partecipare o desidera riascoltare alcuni passaggi, l’incontro è disponibile sul canale YouTube della scuola e qui sotto
I prossimi appuntamenti
Il percorso “Educhiamoci a educare” continua con altri due incontri:
Giovedì 26 marzo alle ore
Giovedì 16 aprile alle ore
Ospite sarà Jonathan Michelon, IUSVE – Istituto Universitario Salesiano di Venezia, professore incaricato di Psicologia dei gruppi e della gestione dei conflitti.
Vi aspettiamo.